Di Francesco Filini

SHYLOCK: “Ecco per me un altro cattivo affare! Un fallito, uno scialacquatore, uno che ora osa appena mostrare la faccia a Rialto, uno straccione che era solito venire sulla piazza del mercato tutto agghindato! Pensi alla sua obbligazione! Aveva l’abitudine di chiamarmi usuraio. Pensi alla sua obbligazione! Aveva l’abitudine di prestar danaro per cristiana compiacenza. Pensi alla sua obbligazione!”
Il Mercante di Venezia, Scena I atto III
di William Sheakespeare
Quando il Governo prende in prestito del denaro, o anche quando noi stessi ne prendiamo in prestito da qualsiasi istituto di credito, questo va restituito, maggiorato dagli interessi bancari. Ma un ragionamento molto semplice svelerà la vera natura fraudolenta del meccanismo. Poniamo che una banca, attraverso il meccanismo della riserva frazionaria che abbiamo descritto, decida di emettere 100 monete. 10 persone chiederanno in prestito 10 monete l’una, 10X10=100. La banca presterà queste 10 monete in cambio della promessa della restituzione dell’ammontare prestato più il tasso d’interesse che poniamo che sia di 1 moneta. A fronte delle 100 monete prestate alle 10 persone la banca, alla scadenza dell’obbligazione, esigerà 110 monete dalle 10 persone debitrici.
Ma se la banca ha emesso 100, come può ottenere 110 se quelle 10 monete in più non le ha nemmeno stampate? Non può, perchè non esistono. Accadrà che nel corso del tempo qualcuno o più di uno di queste 10 persone non riuscirà ad estinguere il debito e sarà costretto a chiedere altri prestiti. Fino a quando non fallirà e la banca si rifarà sui suoi beni acquistati nel tempo con il lavoro. La questione è ancor più tremenda se si trasporta il ragionamento del tasso d’interesse a livello statale. Infatti i 10 MLD di euro che BANKITALIA s.p.a. aveva stampato prestandoli allo stato Italiano attraverso i titoli del debito pubblico devono essere restituiti alla Banca centrale stessa, maggiorati del tasso d’interesse che per sua natura è impossibile restituire perchè è un quantitativo di denaro che non è nemmeno mai stato creato. Aumenterà sempre più il debito e lo
stato Italiano sarà costretto a vendere dei beni pubblici per far fronte alle richieste dello “Shylock” Italiano. Non è forse quello che sta accadendo? Basta guardare l’ultima finanziaria: la BCE pretende che l’Italia abbia i conti in regola e gli detta la manovra finanziaria: tasse e vendita del patrimonio pubblico. In un momento di crisi nera come quello di oggi dove chiudono sempre più aziende e la disoccupazione è in aumento costante c’è qualcuno che ci guadagna. Lo abbiamo visto all’inizio con il flusso circolare del reddito: questo viene cortocircuitato da qualche parte. A titolo
d’informazione riporto gli utili che i maggiori azionisti di Bankitalia S.p.a. hanno prodotto nel 2010. E’ bene ricordare che in questi tempi l’obiettivo principale dell’imprenditore non è quello di arrivare a produrre degli utili, che vengono visti come un miraggio, ma piuttosto mira all’agognato pareggio di bilancio e il relativo salario di direzione aziendale.
I dati sono presi dalla rete, basta cercare su google e sono subito disponibili:

Abbiamo visto come le insolvenze e i fallimenti siano dovuti non tanto alla incapacità imprenditoriale ma soprattutto al meccanismo del debito e della riserva frazionaria. Ciò che vale per la singola impresa o il singolo individuo vale per il Governo. Il debito pubblico non è generatoesclusivamente dall’incapacità dei politici, ma dal meccanismo del prestito di denaro creato dal nulla. Com’è possibile che un ente privato faccia pagare allo stato sovrano il valore della moneta
stampata invece che il solo prezzo di stampa della banconota? Se la stampa di una banconota di 500 € costa 0,003 centesimi perché lo stato deve a BANKITALIA S.p.a., attraverso i titoli del debito pubblico, i 500 € stampati con il relativo tasso d’interesse del denaro prestato? Questa pratica viene definita SIGNORAGGIO BANCARIO.
Se qualcuno avesse dubbi circa la natura del debito pubblico, può consultare questo grafico elaborato in base ai dati di BANKITALIA s.p.a.:

E’ evidente come la curva del debito s’impenni a partire dal 1971, anno in cui viene abbandonato il sistema aureo e intrapreso il sistema di banconota a corso legale con riserva frazionaria.

Abbiamo visto come le insolvenze e i fallimenti siano dovuti non tanto alla incapacità
imprenditoriale ma soprattutto al meccanismo del debito e della riserva frazionaria. Ciò che vale
per la singola impresa o il singolo individuo vale per il Governo. Il debito pubblico non è generato
esclusivamente dall’incapacità dei politici, ma dal meccanismo del prestito di denaro creato dal
nulla. Com’è possibile che un ente privato faccia pagare allo stato sovrano il valore della moneta
stampata invece che il solo prezzo di stampa della banconota? Se la stampa di una banconota di
500 € costa 0,003 centesimi perché lo stato deve a BANKITALIA S.p.a., attraverso i titoli del debito
pubblico, i 500 € stampati con il relativo tasso d’interesse del denaro prestato? Questa pratica
viene definita SIGNORAGGIO BANCARIO.
Se qualcuno avesse dubbi circa la natura del debito pubblico, può consultare questo grafico
elaborato in base ai dati di BANKITALIA s.p.a.:

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