Di Francesco Filini

Durante l’Impero Romano non esisteva il debito pubblico perchè la moneta apparteneva a Cesare (Lo Stato). Nessuno prestava monete a Cesare chiedendo indietro un interesse, Cesare era il Sovrano. Cesare non s’indebitava, sulle sue monete metteva la sua effige, proprio per rimarcarne la proprietà. OGGI SULLE BANCONOTE C’E’ LA SIGLA DELLA BCE E LA FIRMA DEL SUO GOVERNATORE, UN ORGANISMO SOVRANAZIONALE CHE INDEBITA I POPOLI PRESTANDO LE BANCONOTE CHE STAMPA.

Cesare ha perso la sua Sovranità, i suoi cittadini devono rispondere alle banche, pagano imposte salate non per fare il Colosseo, ma per ripianare un debito non dovuto alle Banche.

Cesare oggi non è più l’Imperatore, ma un cameriere. Perchè?

Perchè i suoi cittadini non hanno ancora capito che se il cibo scarseggia la colpa non è di chi deve portare il cibo, ma del padrone che stabilisce se e quando il cameriere deve portare il cibo a tavola. Questo ordina al suo cameriere di portare conti sempre più salati che sono delle vere e proprie truffe: infatti paghiamo tasse senza avere indietro i corrispettivi servizi. Oggi ci incazziamo con i camerieri, il padrone molto furbescamente li cambia, illudendoci che quelli nuovi porteranno cibo in abbondanza, anche se ci costerà un po’. Ma ‘ne vale della nostra sopravvivenza’, dice il padrone… Questo giochetto va avanti da troppo tempo…

E’ arrivato il momento di mettere da parte il cameriere ed andarsela a prendere con il Padrone, l’unico vero responsabile di questo disastro.

SOLO IN QUESTA MANIERA POTREMO RIAVERE CESARE E LIBERARCI DEI CAMERIERI: RIDIAMO A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE!

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