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Lo Spread vola verso i 500 punti, il debito pubblico è alle stelle, il Pil alle stalle, calano i consumi e aumenta la disoccupazione, la borsa italiana è in profondo rosso, ma niente paura, ci sono gli amici delle Agenzie di rating…

Francesco Filini per ilVostro.it

Il Presidente del Consiglio Mario Monti
ROMA – Lo Spread s’invola verso i 500 punti, la Fornero s’imbestialisce con i vertici dell’Inps per aver detto agli italiani la verità sugli esodati, il debito pubblico italiano è alle stelle, il Pil alle stalle, calano i consumi e aumenta la disoccupazione, la borsa italiana è in profondo rosso, il vortice della recessione sta ingoiando l’intero sistema-Italia ma niente paura, in soccorso di Mr. Moonty’s e del governo di banksters arriva Fitch che per bocca del suo direttore generale Edward Parker dichiara: «È improbabile che l’Italia abbia bisogno di un salvataggio perchè il Paese è in una situazione migliore rispetto alla Spagna. L’Italia ha un deficit di bilancio molto basso, come così pure un deficit delle partite correnti e non ha problemi di banche». Tranquillo Mario, i poteri forti sono ancora con te, nessuno ti ha mollato.
NIENTE TORTI AGLI AMICI – L’amicizia di Fitch nei confronti del Governo Monti era stata già comprovata lo scorso 27 Gennaio, quando la minore delle tre sorelle aveva declassato l’Italia portandola da A+ ad A- con outlook negativo, un taglio sul rating “ridotto” grazie alla manovra lacrime e sangue che commosse la Fornero: se non ci fosse stato Mr. Moonty’s il downgrade di Fitch sarebbe stato molto più pesante, ma da che mondo è mondo, agli amici torti del genere non si fanno. Eh sì, perché vale la pena ricordare come si formano i giudizi delle agenzie di rating: sono del tutto arbitrari e strumentali all’unico fine che le “big three” intendono raggiungere: tutelare la speculazione finanziaria.
MANIPOLATORI DI MERCATO – Queste agenzie in mano agli stessi speculatori sono in grado orientare i mercati finanziari attraverso una semplice dichiarazione, non sono controllate da nessun ente pubblico e godono della fiducia incondizionata e genuflessa del circuito mass mediatico globale: la loro parola è il nuovo “verbo”, la “verità” della civiltà tecnofinanziaria che deve essere accolta dogmaticamente. Il fallimento della società speculativa di livello globale Lehman Brothers sarà ricordato sui libri di storia dei decenni avvenire come la miccia che ha innescato la Grande Crisi nel nuovo millennio: è appena il caso di ricordare cheStandard & Poor’s, Moody’s e Fitch il giorno prima del “grande botto” riportavano giudizi positivi sul rating della Lehman. Questo episodio la dice lunga sull’affidabilità delle agenzie di rating che, attraverso il loro insindacabile giudizio, spingevano gli azionisti ad investire in una società che affondava in un violento crack finanziario.
AGENZIA DI SOCCORSO – Il soccorso di Fitch arriva puntuale dopo le dichiarazioni del Ministro delle Finanze Austriaco che avevano fatto infuriare Mr. Monti: la signora Maria Fekter aveva infatti dichiarato quello che tutti pensano, ovvero che dopo la Spagna toccherà all’Italia chiedere aiuti. Parole pesanti che hanno sfiduciato gli investitori, alle quali bisognava porre rimedio attraverso un intervento autorevole da parte di una delle tre sorelle. Ma oggi i mercati finanziari hanno capito l’inaffidabilità delle agenzie di rating, soprattutto quando sparano sentenze sull’Italia: alle belle parole di Ed Parker trasmesse in mondovisione dall’emittente Bloomberg, non è seguito l’effetto voluto: l’indice MIB continua a segnare negativo infischiandosene delle rassicurazioni di Fitch.
SOSPETTI E REALTÀ – Il sospetto però è che Ed Parker sia stato bene informato da qualcuno molto in alto circa la possibilità che la BCE stia pensando ad una nuova LTRO per una nuova iniezione di liquidità-debito: sembra infatti che Draghi abbia già acceso la rotativa della tipografia per rifinanziare le banche dell’eurozona, ovvero continuare a riempire dei secchi bucati. Le prossime settimane ci diranno se il nostro sospetto è fondato o meno…
L’unica certezza che abbiamo è che la politica e i mezzi d’informazione continuano ad inseguire il modello di salvataggio imposto dalla finanza mondiale che prevede aiuti solo per le banche, non ponendosi mai una domanda molto semplice: perché per gli istituti di credito (e di debito) si trovano sempre centinaia di miliardi (che puntualmente vengono bruciati dalle manovre speculatorie) mentre per le imprese e per gli Stati non si vede mai un euro?
Twitter @francescofilini
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