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Non sono bastate le manovre lacrime e sangue, i tagli, la “spelling” review, e sicuramente nemmeno basteranno le svendite dei beni pubblici che il curatore fallimentare Mario “Goldman” Monti s’appresta a regalare agli speculatori di tutta Europa: la crisi dell’euro si è aggravata sempre di più, lo spread ha raggiunto gli stessi apici dello scorso novembre, le borse hanno bruciato miliardi di risparmi, le imprese continuano a chiudere, la disoccupazione ha raggiunto livelli record e il debito pubblico è schizzato alle stelle. La situazione è davvero grave, se si continua di questo passo a settembre gli italiani toccheranno con mano la vera crisi, quella che porta artificialmente carestia e miseria. Anche Mario “Goldman” Draghi è preoccupato, qualcosa è andato storto, qualcosa ha fatto saltare – almeno temporaneamente – i piani. Proviamo ad analizzare la situazione.

Se fossimo ancora in grado di controllare l’emissione della moneta, cosa che accade normalmente ancora oggi in Inghilterra, Usa, Giappone, Israele e tutte le democrazie occidentali, ordineremmo alla Banca Centrale di stampare moneta e comprare i titoli del debito pubblico. Lo Stato incasserebbe moneta sonante e potrebbe tranquillamente reimmetterla in circolazione pagando le imprese creditrici (e quindi gli stipendi dei lavoratori!) e effettuando nuovi investimenti. Così accadeva prima che arrivasse, grazie al Trattato di Maastricht, il flagello dell’euro: oggi la Bce continua a stampare denaro: con la sola Ltro (longer-term refinancing operation, leggi qui) Draghi ha creato dal nulla 1000 miliardi, ha abbassato il costo del denaro ai minimi storici e ha dichiarato di dare disponibilità illimitata. Ma a chi? Non agli Stati ovviamente, ma alle banche. Ed è proprio questo passaggio che sta frenando l’economia di tutta l’Eurozona.

Grazie a Maastricht gli Stati sono ostaggio dei “mercati finanziari”, gli “investitori internazionali”, ovvero le banche che prendono pressoché gratuitamente il denaro fresco di stampa dalla tipografia di Mario Draghi possono decidere se comprare i titoli del debito degli Stati sovrani oppure no. Oggi tutti vorrebbero che la Bce diventasse quello che è la Federal Reserve per gli Usa o la Bank of England per la Gran Bretagna, ma la Germania, la vera proprietaria dell’euro (essendo questo il vecchio marco mascherato) non vuole regalare niente a nessuno. Da qui l’idea di Draghi di bypassare l’ostacolo: finanziare direttamente il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes o Esm) al quale gli Stati potranno chiedere il prestito. E qui sta il problema.

Eh sì, perché l’Ue aveva chiesto agli Stati aderenti al trattato Esm di votare la ratifica entro luglio 2012, anticipando di un anno i tempi. Non che i Parlamenti nazionali non abbiano eseguito l’ordine arrivato dalla tecnofinanza europea (in Italia abbiamo assistito ad uno spettacolo indecoroso, dove nessun grande mezzo di informazione si è degnato di spiegare ai cittadini e ai parlamentari stessi il trattato che istituirà di fatto la nuova dittatura europea), ma l’Esm non è ancora entrato in funzione perché – ironia della sorte – i giudici della Corte costituzionale tedesca hanno bloccato la ratifica. E se non arriva la firma della Germania l’Esm non si costituirà nemmeno. Questo rinvio (la data fissata per sciogliere la riserva è il12 settembre) ha rallentato i piani di Draghi e della Bce, hanno una tremenda paura che la nuova creatura-mostro che sarà controllata dalla finanza europea non entri in funzione e che l’euro possa crollare seriamente. Ecco allora alzare il tiro e – chissà – mettere anche un po’ di pressione ai giudici tedeschi: la Bce, in via del tutto eccezionale, darà gli euro all’Esm, dove gli Stati potranno prenderli in prestito. Ma, ovviamente, l’Esm va costituito. Se i giudici tedeschi giudicheranno incostituzionale il trattato istituente l’organismo finanziario che espropria definitivamente la sovranità politica e monetaria dei popoli d’Europa (il nodo da sciogliere è proprio questo!) la Bce non potrà finanziare gli Stati e sarà tutta colpa loro…

Draghi nel suo intervento recente ha anche dichiarato che l’euro è irreversibile. Ma chi diamine si crede di essere? Nessuno lo ha mai votato, i cittadini d’Europa non possono chiedere né direttamente né indirettamente le sue dimissioni, non hanno strumenti per sostituirlo, è stato messo lì da i poteri forti, dalle banche d’affari che lo hanno cresciuto e ammaestrato sin dai tempi del Britannia, come può lui dire che una moneta è irreversibile? Come può un popolo subire un dictat del genere da un pincopallo che rappresenta solo gli affaristi e le consorterie bancarie europee e anglo-americane?

Dovremmo essere noi e solo noi a decidere se l’euro ha un futuro oppure no, se tornare alla lira o riesumare a nostro piacimento l’elektron che il re Gige della Lidia introdusse ben 700 anni prima di Cristo! La moneta, caro Draghi, è semplicemente un mezzo che esiste in virtù di una convenzione tra gli attori del mercato, ha valore solo perché decidiamo noi che lo abbia. E come tale dovrebbe essere nostro di diritto, non dovresti prestarlo a nessuno perché, da che mondo e mondo, il prestare è una qualità esclusiva di chi è proprietario. Il governatore della Banca Centrale Europea è soltanto un tipografo che si è arrogato il diritto di prestare ad interesse ciò che non è suo, senza che nessuna legge, nessun trattato o normativa gli abbia concesso questo speciale privilegio.

Il vero problema di Mario Draghi è anche questo, che l’aggravarsi della crisi porti sempre una maggiore presa di coscienza da parte della gente, che la verità venga sempre più a galla e che il sistema che garantisce gli agi e il dominio della casta bancaria crolli e che, un brutto giorno, gli speculatori siano costretti a lavorare come comuni mortali per campare.

Twitter @francescofilini
Editoriale del 10/08/2012 pubblicato su © IlVostro.it
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