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latium

La campagna elettorale si sta svolgendo nel bel mezzo di una crisi spietata che sta letteralmente uccidendo, giorno dopo giorno, il tessuto produttivo e sociale d’Italia. Se ne sentono tante di proposte e promesse, ma il nostro tempo necessita di progetti nuovi, concreti e realmente fattibili che possano davvero innescare il motore della sana produzione creando nuovi posti di lavoro. Ebbene, un modo c’è e non è affatto un’utopia. La scorsa settimana anche il candidato alla Presidenza della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha annunciato la possibilità di ricorrere ad una moneta locale per aiutare la regione più popolosa d’Italia a uscire dalla crisi. Subito i servi di €urolandia, come gargamella Bersani hanno cominciato a prendere per i fondelli un’iniziativa che funziona invece in tantissimi paesi del mondo, USA in testa. Maroni non ha saputo specificare come dovrebbe funzionare la moneta locale lombarda, proviamo a farlo noi di Rapporto Aureo che ormai da tempo studiamo la fattibilità di una moneta complementare (non alternativa all’euro, ma che vada a riempire il potere d’acquisto insieme alla moneta battuta dalla BCE).

Si possono fare tantissimi esempi, in testa va menzionata la genialità del progetto SCEC, un esperimento nato dal basso che si sta diffondendo in tutta la Penisola. Ma cosa potrebbe fare un ente importante come una Regione, ad esempio il Lazio?

E’ molto semplice: emettere un buono sconto regionale e accreditarlo ad ogni cittadino. Facciamo un esempio concreto: la Regione Lazio stampa in tagli che vanno da 1 a 50 il buono sconto che chiameremo per comodità “LATIUM” e lo distribuisce gratuitamente ad ogni cittadino nella misura di 100 LATIUM mensili, che equivalgono a 100 Euro di potere d’acquisto. Ogni commerciante, imprenditore, artigiano, professionista, decide in piena autonomia e libertà, di accettare il LATIUM in una percentuale che lui stesso stabilisce sui beni e servizi da prodotti. Ad esempio: un pizzaiolo decide di adottarli al 10% sul prezzo finale, il cittadino va a mangiare una pizza e invece di lasciargli 20 euro pagherà 18 EURO e 2 LATIUM. I buoni sconto accumulati sono ovviamente spendibili su tutto il circuito regionale e non solo: la Regione offre la possibilità di pagare una percentuale delle imposte regionali con il buono sconto regionale. Vale la pena ricordare quali siano le imposte della Regione Lazio:

TRIBUTI

1.L’addizionale regionale all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), istituita con decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446, è entrata in vigore il 1° gennaio 1998.
L’addizionale regionale non è deducibile ai fini di alcuna imposta, tassa o contributo.

2.L’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA), istituita con l’art. 3 della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 19, è entrata in vigore il 1° gennaio 2012.

L’IRBA si applica sulla benzina per autotrazione erogata dagli impianti di distribuzione ubicati nel territorio regionale, ivi compresi quelli destinati ad uso privato.
La misura dell’IRBA è determinata in euro 0,0258 per litro di benzina.

3.A seguito della Legge Regionale n. 25 del 25 agosto 2003, i proventi della Tassa di abilitazione per l’esercizio professionale, a decorrere dallo 01/01/2005, sono introitati direttamente dalla LAZIODISU – Agenzia per il Diritto agli Studi Universitari nel Lazio.

4.Il tributo si applica sui consumi di gas naturale usato come combustibile. Il tributo è stato istituito con D.Lgs 398 del 21/12/90. La Regione Lazio ha emanato le L.L. R.R. n.7 e 8 del 20/03/95 e la L.R. n.11 del 22/05/97.

5.Il Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti è stato istituito dall’art. 3, commi da 24 a 40, legge n°549 del 28/12/1995, con l’obiettivo di favorire la minor produzione di rifiuti ed il recupero dagli stessi di materia prima e di energia. La Legge Regionale n°42 del 10/09/1998, in attuazione della suddetta legge, disciplina tale tributo e si applica ai rifiuti, compresi fanghi palabili, che vengono:

  • conferiti in discarica autorizzata o attivata con ordinanza ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 22/97;
  • smaltiti tal quali in impianti di incenerimento senza recupero di energia;
  • smaltiti in discarica abusiva, abbandonati o scaricati in depositi incontrollati.

6.Sono tenute al versamento della tariffa fitosanitaria annuale le ditte iscritte al Registro Ufficiale dei Produttori, i cui centri aziendali sono ubicati nel Lazio.
La Tariffa Fitosanitaria è prevista con decreto legislativo n. 214 del 19 agosto 2005 e s.m.i.; secondo gli importi della tabella dell’ allegato XX, come modificato dal DM 12 aprile 2006 – G.U. n. 153 del 4-07-2006.

7.La tassa automobilistica è dovuta alla regione di residenza e può essere pagata presso:

  • Le delegazioni ACI;
  • Le agenzie di pratiche auto abilitate;
  • I tabaccai
  • Gli uffici postali;
  • Servizi di pagamento On-Line ACI Bollonet, ACI Bollonet (con costo aggiuntivo del 1,2% sul dovuto).

La Regione Lazio è in grado di legiferare (cosa che non possono fare i comuni) e di dare quindi la possibilità ad ogni suo cittadino (o imprenditore che lavora nella Regione) di ottenere lo sconto sulle imposte che può andare dal 5 al 10%, certificandolo con il buono sconto che diventa a tutti gli effetti un mezzo di pagamento. C’è da sottolineare che il LATIUM non sarà una moneta (non è convertibile con l’Euro) ma un buono sconto il cui valore nasce per convenzione sociale, ovvero per il fatto che i cittadini decidono di scambiarselo come mezzo di pagamento. Il LATIUM nasce senza debito e senza riserva e non può essere depositato nel circuito finanziario (conti correnti bancari, obbligazioni ecc..). Quali risultati si otterrebbero?

1) Ogni cittadino avrebbe un reddito sociale (che nasce per convenzione) di 1200 LATIUM (1200 euro, una signora tredicesima o l’equivalente dell’IMU sulla prima casa).

2) L’euro tornerebbe ad essere spendibile perché con lo sconto (deciso in piena autonomia da ognuno) riacquisterebbe quel valore perso con l’inflazione (una pizza costa 18 euro anziché 20).

3) La nuova linfa immessa dalla Regione Lazio farebbe aumentare la velocità di circolazione dell’euro (chi si vede accreditati dei buoni sconto è portato a spenderli insieme all’euro), e chi ha studiato economia sa bene che più il denaro circola velocemente più si riesce a produrre: aumenta il volume di affari di ognuno, aumenta il lavoro, nascono nuovi posti di lavoro.

4) Le tasse verrebbero abbassate sul serio.

5) La Regione riscuoterebbe più imposte perché se riparte la produzione tutti possono pagare le tasse. Lo sconto sulle imposte non è affatto una perdita come qualcuno potrà obiettare, ma un potenziale guadagno!

6) Il buono sconto regionale aiuterebbe soprattutto l’economia locale, le grandi multinazionali presenti in ogni settore, soprattutto con i centri commerciali non potrebbero esportare all’estero o investire in borsa gli enormi guadagni che fanno.

7) Incentivando la produzione locale sarebbe possibile ricostruire realmente le filiere di ogni settore (soprattutto quella agricola!). In questo modo potremmo realmente mangiare cose genuine e tipiche, evitando di consumare (più o meno inconsapevolmente) cibi prodotti transgenicamente nei paesi sottosviluppati che viaggiano in media 5 giorni.

I vantaggi sarebbero enormi e nessuno verrebbe lasciato solo. Chi obietta che la moneta complementare sia un modo per isolare l’economia dimostra di non capire nulla, perché rappresenta il mezzo con cui si da addirittura forza all’euro. E gli investimenti extraregionali ed esteri aumenterebbero: chi non vorrebbe investire in un corpo sociale nuovamente florido e in espansione?

Con questa semplicissima operazione, che sicuramente è da studiare ed approfondire nei dettagli, riusciremmo a immettere “sangue sano” in un corpo in cui circola soltanto una moneta avvelenata dal debito. Di esempi storici ce ne sono tanti, ne abbiamo trattato a lungo su questo blog. Ora è il momento di passare all’azione, con onestà intellettuale, con coraggio, con l’irrefrenabile voglia di servire un solo interesse: quello del nostro popolo.

Questo progetto è a disposizione di chiunque, ed è quello che porterò avanti se sarò eletto nel Consiglio Regionale del Lazio. Con chi vorrà starci, al di là di ogni colore politico.

Francesco Filini
(Candidato al Consiglio Regionale del Lazio con Fratelli d’Italia)

FILINI

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