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di Francesco Filini

Nell’era della grande Depressione nostrana, molto più disastrosa e pericolosa di quella del 1929, imperversano teorie e ipotesi di qualsiasi salsa sul sistema monetario. E’ evidente che l’€uro è stato un fallimento, non serve ricordare la tragedia greca o l’esproprio cipriota per arrivare a capirlo: tutta l’Eurozona è in crisi nera, e noi la stiamo vivendo sulla nostra pelle. Inevitabilmente, dopo anni di malainformazione, si arriva ad identificare nel sistema bancario e finanziario il fulcro del problema. Qualcuno ci ha messo un pochino, ma alla fine la storiella della cattiva gestione della cosa pubblica (cosa verissima e da combattere) come causa di tutti i mali non sembra più reggere: i ladri di

polli (politici, sindacalisti, dirigenti della PA e pidocchi di simil fattura) non riescono più a coprire i veri ladri che si nascondono dietro il sistema finanziario internazionale. Lo dicono i numeri: di fronte ai “milioncini” intascati dagli specchietti per le allodole di cui sopra, stanno i miliardi dello scandalo MPS, piccola punta del grande iceberg contro cui la Titanic-a Unione Europea sta andando a sfracellarsi.
Per dirla con le parole di Ezra Pound, la gente comincia a capire che se il piatto piange non è colpa del cameriere ma del padrone del ristorante, che oggi vuole essere pagato anche se fa portare piatti vuoti.

 

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