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culona merkel

di Francesco Filini

I tedeschi scelgono la politica di Angelona e ci condannano allo stillicidio dell’austerità per altri anni. L’hanno capito bene i crucchi, le politiche di rigore imposte all’Europa dalla Merkel convengono eccome: il plebiscito riservato alla cancelliera blinda l’euro nel paese che beneficia più di tutti della moneta unica europea. Ma perché?

La risposta è molto semplice: l’euro è in realtà il vecchio marco che ha cambiato nome. Da quando il mortadellone Prodi ci trascinò a suon di tasse (e forse anche con qualche artificio di bilancio) nell’€uropa delle banche e della finanza apolide, abbiamo cominciato a pagare a peso d’oro il mezzo di scambio, mentre la Germania riesce ad ottenerlo dal “mercato” praticamente a interessi zero. Da quando siamo entrati in €uropa abbiamo conosciuto cosa significasse la parola “spread”, differenziale: la differenza che hanno i titoli di stato tedeschi con quelli del resto dell’eurozona.

Il meccanismo, ormai abbiamo imparato a conoscerlo è molto semplice:
gli Stati ex-sovrani creano dal nulla delle cambiali con le quali si indebitano chiamate “titoli di stato”, in Italia le cambiali vengono gestite da un cartello di operatori finanziari autorizzati da Bankitalia, tra cui figurano le banche d’affari americane Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley, Barclays, Meryll Linch, City Group, accompagnate dai vari istituti nominalmente europei come Deutsche Bank, Bnp, HSBC, Unicredit ecc…

Questi “specialisti” del debito pubblico italiano hanno il compito di piazzare i titoli del debito italiano nel cosiddetto “mercato finanziario”, ovvero tra le stesse banche che decidono quanti interessi far pagare all’Italia o alla Francia o alla Spagna ecc.., fissando come parametro di riferimento l’interesse sui titoli di stato tedeschi: se lo SPREAD BTP/BUND è a 250 significa che il titolo di stato italiano rende 2,5 volte di più che quello tedesco, ovvero che l’italia dovrà pagare gli interessi sulla moneta che prende in prestito 2,5 volte di più rispetto alla Germania.

Il risultato è che mentre tutti gli Stati dell’Eurozona hanno perso la moneta sovrana non potendo più finanziarsi direttamente dalla Banca Centrale di riferimento, la Germania continua a finanziare il proprio debito come se la BCE fosse la Bundesbank: insomma la moneta è unica ma le condizioni con le quali si ottiene sono differenti, e la logica conseguenza è che alcuni Stati dovranno imporre più tasse ai cittadini (che servono a pagare il debito, non ad avere i servizi).

L’Euro quindi conviene solo alla Germania, che di fatto è la proprietaria nominale di questa €uropa. Ecco come si spiega la vittoria di Frau Merkel. Noi italiani ci meritiamo invece i vari Letta, Monti, Saccomanni e riverente servanza varia.

Ma i problemi che poniamo sono sempre gli stessi: perché ci dobbiamo indebitare per ottenere il mezzo di scambio? Perché la BCE presta ad interesse il denaro che crea dal nulla? Di chi è la legittima proprietà della moneta all’atto dell’emissione? Perché gli Stati possono emettere dal nulla titoli di Stato (che sono sempre una moneta) e non moneta circolante? Ma soprattutto, perché i politici sono così ignoranti?

Quando anche il Regno d’Italia emetteva moneta libera dal debito, libera dal sistema bancario e sganciata da qualsiasi materiale di riserva. Si legge “biglietto di stato a corso legale”, ovvero un pezzo di carta certificato dallo Stato che serve ai cittadini a scambiare reciprocamente i prodotti del proprio lavoro.

Twitter @francescofilini

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