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di Francesco Filini

Lo scorso 17 Novembre si è tenuta presso il Teatro Sistina di Roma la kermesse “Officina per l’Italia” organizzata, tra gli altri, dal movimento politico Fratelli d’Italia. Non è stata la solita passerella, ma è stata l’occasione per parlare un pochino di “contenuti”, i veri grandi assenti nei dibattiti televisivi. A tal proposito sfido chiunque a dirmi che differenza c’è tra la politica economica di Enrico Letta, Mario Monti o Angelino Alfano. Rappresentano tutti facce (nemmeno poi tanto differenti) della stessa medaglia, del modello di asservimento ai “potenti padroni” dell’€uropa tecno-finanziaria.

A distinguersi dall’indistinta melassa “politican-te-levisiva” ha provato il movimento politico di Giorgia Meloni e Guido Crosetto, raccontanto nella kermesse un’idea diversa di Europa (quella dei popoli, non quella delle banche) e fissando una serie di paletti su valori imprescindibili (difesa della vita, per la famiglia tradizionale, difesa dell’orgoglio e dell’identità nazionale).

Ma la grande novità sta nel fatto che finalmente, dopo anni e anni di silenzio, qualcuno ha parlato di proprietà popolare della moneta. E lo ha fatto senza mezzi termini. In verità il percorso era iniziato quando l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Marco Scurria, aveva posto una serie di interrogazioni (che non furono mai compiutamente evase) al Commissario €uropeo Olli Rehn per arrivare poi a scrivere al Governatore della Banca Centrale Europea, sua debitità Mario “Goldman” Draghi.

Un lavoro, quello dell’europarlamentare Marco Scurria, che ha permesso la produzione di atti giuridici (le risposte alle interrogazioni) incontrovertibili, che sgombrano il campo da qualsiasi teoria o controteoria, da qualsiasi dubbio: il sistema bancario europeo si è indebitamente appropriato della moneta e ce lo presta ad interesse.

Durtante gli interventi la questione era stata già affrontata dal vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli. Lo stesso che da anni si batte per denunciare il fatto che, nonostante una legge dello stato, la Banca d’Italia rimane nelle mani di banchieri privati.

Tutti temi che non vengono mai apertamente affrontati da Beppe Grillo, anzi, lo stesso comico ha di recente criticato apertamente la politica del leader ungherese Viktor Orban (appartenente al PPE, ndr) perché si è permesso di nazionalizzare la Banca Centrale ungherese, certificando come il Movimento 5 Stelle sia l’ennesimo false flag per la riscossa dei popoli contro l’aggressione finanziaria, anzi sia il velato e fedele cane da guardia di un certo sistema. Con buona pace di quei giovani in gamba come Carlo Sibilia che si sgolano per affermare delle sacrosante verità.

E’ ora che anche l’Italia nasca una forza in grado di contrastare il dominio finanziario, speriamo che la kermesse Officina per l’Italia sia solo l’inizio.

Twitter @francescofilini

 

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