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di Francesco Filini

Appena lo scorso 10 Luglio è scoppiato, per poi finire immediatamente nel dimenticatoio, lo scandalo dello spionaggio USA ai danni della Germania che ha portato addirittura all’allontanamento del capo della Cia a Berlino. Un episodio mal digerito da Angela Merkel, che di servizi segreti se ne intende (lei stessa dichiarò che la Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est, ambiva ad arruolarla), e che ha portato ad una situazione di tensione tra gli USA e la Germania mai registrata dai tempi della riunificazione tedesca. Di questo episodio, che inizialmente ha riempito le prime pagine di tutto il mondo, non se ne è saputo più nulla. Ma la domanda rimane: cosa stava spiando la Cia? Da un articolo del quotidiano inglese The Indipendent, arrivano delle rivelazioni che possono aiutare a comprendere cosa realmente stia accadendo. L’articolo della giornalista Margareta Pagano parla degli accordi tra la Merkel e Putin per gestire la crisi Ucraina, un piano che possa portare alla stabilizzazione di quell’area geografica che dal golpe di Maidan dello scorso febbraio è attraversata da una guerra civile tra separatisti filorussi della Novarossja (est dell’Ucraina, nelle regioni del Donbass e del Lugansk) ed esercito “regolare” del governo irregolare di Kiev.

Il piano di pace tra la Merkel e Putin prevede:

  • il riconoscimento della Crimea come stato facente parte della Federazione Russa
  • l’impegno della Russia a ritirare il sostegno finanziario e militare ai separatisti
  • riconoscimento della Novarossja come regione indipendente dell’Ukraina
  • impegno di Putin a non interferire nelle relazioni commerciali tra Ukraina e UE
  • impegno dell’Ukraina a non aderire alla NATO
  • nuovo e vantaggioso contratto tra Ukraina e la Gazprom per la fornitura di gas, visto che le riserve ucraine potrebbero finire prima dell’inverno, precipitando il paese in un vero e proprio disastro economico e sociale
  • indennizzo della Russia all’Ukraina per il mancato introito derivato dal canone di locazione per la flotta navale russa in Crimea

Il piano di mediazione tra Putin e il presidente ucraino Poroshenko portato avanti dalla Cancelliera tedesca deve aver mandato su tutte le furie i neocon d’oltreoceano che hanno visto a repentaglio il loro progetto di destabilizzazione dell’Ukraina (candidamente sputtanato dall’intercettazione tra il vicesegretario di stato americano Victoria Nuland e l’ambasciatore statunitense in ucraina Geoffrey Pyatt, non a caso anche questo episodio fece incazzare non poco la Merkel…).

Janet Yellen, governatrice della Federal Reserve

Ma perché gli USA stanno facendo di tutto per tagliare i ponti tra UE e Russia? A sentire le parole della governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen, secondo cui è in arrivo una nuova bolla finanziaria che metterà a dura prova Wall Street, è lecito sospettare che l’economia USA ha bisogno di difendere il suo primato mondiale fondato sul dollaro come moneta di riserva mondiale, messo in discussione dall’iniziativa dei BRICS di fare una nuova banca mondiale per i paese emergenti, estromettendo il dollaro dalle transazioni commerciali. Il gas russo rappresenta un’importante alternativa al petrolio (e quindi al petroldollaro) che comincia sempre più a scarseggiare, e – soprattutto – il gas “fetecchia” di scisto che i colossi energetici americani estraggono con tecniche pericolose come il fracking, non riesce a trovare quel mercato che i mercanti a stelle e strisceSimbolo del dollaro vorrebbero imporre all’Europa. L’estromissione del signoraggio della Fed sul dollaro rappresenta un vero e proprio pericolo per le lobby che governano gli USA, e il motivo è evidente: un’operazione del genere trasformerebbe in carta straccia gli oltre 17 trilioni di dollari in circolazione, che non a caso costituiscono il debito pubblico americano. Il novus ordo secolorum, durato per l’appunto esattamente un secolo (la Fed fu fondata nel 1913), sembra giunto al suo epilogo e i signori che lo hanno imposto sono pronti a scatenare anche un conflitto su vasta scala per non perdere la propria egemonia.

Il lavoro di mediazione della Merkel ha però subito un brusco arresto da quando il volo di linea della Malaysia Airlines è stato abbattuto proprio nel territorio della guerra civile ucraina. E ora si capisce perché Obama si sia sbrigato a dare subito la colpa a Putin, pur non avendo uno straccio di prova, esattamente come i suoi predecessori fecero con Bin Laden per le Twin Towers (pretesto per attaccare l’Afghanistan), con Saddam Hussein che avrebbe dovuto avere armi di distruzione di massa (pretesto per attaccare l’Iraq), con il “sanguinario” Gheddafi pericoloso dittatore con 30 anni di ritardo (pretesto per attaccare la Libia), e con il “genocida” Assad con il gas sarin (manovra sapientemente smascherata dall’intelligence russa che ha evitato l’attacco alla Siria). Fortunatamente anche il false flag ucraino, è stato magistralmente demolito dai servizi russi durante una conferenza stampa mondiale totalmente ignorata dai media italiani (se si fa eccezione per Il Giornale con l’articolo dell’ottimo Giampaolo Rossi).

Per chi segue questo blog suoneranno strane queste parole, ma di fronte all’incontrovertibilità dei fatti non ci rimane che tifare per Angela Merkel, una politica che viene stravotata perché fa gli interessi del suo popolo. Magari ad avercela noi una statista così! Invece ci tocca Renzy, l’american boy che in poco tempo è riuscito a mettere in discussione un ventennio di ottime relazioni bilaterali tra Italia e Russia. Non sarà forse per questo che hanno fatto fuori Enrico Letta?

twitter @francescofilini

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